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venerdì 20 marzo 2009

POESIE DI MARZO





Marzo -Il mese pazzerello

Dicono che marzo è pazzo;
ma che deve fare, il poveretto,
se è a servizio di due padroni
che lo comandano a piacer loro?
Se è l'inverno che ordina,
marzo deve mandare giù la pioggia e
scatenare il vento che strapazza
i rami pieni di gemme; se è
la primavera che lo chiama a sè,
allora ecco che sparge i fiori
sui prati, mette in fuga le nuvole,
intiepidisce l'aria, invita i
fanciulli all'aperto.



Cielo di Marzo

Sereno a volte e limpido
come un immenso specchio
azzurro, anche il cielo
partecipa alla festa della natura.
Ma talvolta, all'improvviso,
il cielo si oscura e assume il
color cinerino dell'autunno:
la nuvolaglia nasconde il sole e
una pioggia fitta e insistente cade sulla terra.
Un broncio di breve durata.
Dopo la pioggia il sole torna a splendere
più luminoso e più caldo.




L'aria di Marzo

L'aria di Marzo è così inquieta
perchè ha proprio molto da fare.
Deve portare le nubi per innaffiare
tutto il mondo che l'inverno
ha coperto di polvere e di fumo.
L'aria di marzo ha mille e mille mani invisibili.
Arriva dappertutto.
E, dove tocca, un fiore, un filo d'erba,
un animaletto si risveglia.




Vento di Marzo - C. Dossi

Che ventaccio!
Anche tappati in casa lo si sente.
Fischia su per la gola del camino,
penetra attraverso le fessure degli usci,
fa scricchiolare e cigolare i mobili.
Porta la polvere da per tutto.
Guai se si dimentica un uscio aperto.


Mese di Marzo
E' tornato il mese che porta a tutti
il dono della bella primavera.
Marzo fa splendere un bel sole, poi lo
nasconde con un nuvolone nero.
Chiama il vento impetuoso
e fa scoppiare un temporale.
Poi il cielo torna sereno e
nell'azzurro appare un bell'arcobaleno.
Marzo è un mese pazzerello,
ma tutti lo amano e lo
raccolgono con gioia.




Marzo in città

Ci aiuta a spalancare le finestre, convince le donne
a metter vesti leggere, accompagna per mano
i vecchi alle panchine dei giardini.
In pochi giorni, la città appare trasformata, chiara,
rilucente, sembra imbiancata di nuovo...




Mese di Marzo - T. Stagni

E' chiamato il mese pazzerello, ma che cosa deve
fare, messo così a cavalcioni dell'inverno e della
primavera? Or dà retta all'uno, or all'altra.
Se è l'inverno che comanda, marzo manda giù pioggia
e scatena il vento che sfoglia i fiori e strappa i
ramoscelli pieni di gemme; ma se la primavera vince,
ecco che le piante fioriscono, ecco l'aria tiepida che
allieta gli uomini e gli animali.



Marzo in campagna - G. B. Angioletti
Col suo alito leggero e tiepido, fa spuntare
i germogli sui rami, fa nascere violette e
narcisi, sveglia gli insetti, che abbagliati dalla luce
d'oro, volano come ubriachi, cercando il sole...



Marzo bello -A. Beltramelli


Ecco ecco che è arrivato marzo bello!
Le viole in mezzo al prato
escono fuori con l'ombrello.
Oh, bel marzo! Oh, marzicello!
Ti salutano le viole,
che si vestono modeste
e stan sempre sole sole
tra le fratte e le foreste.
Forse un merlo poco saggio
sogna già d'essere in maggio
e si gela una zampina fra la brina.
Ma la cincia nel suo nido
ride e dice: «Non mi fido!
Presto è ancor! La messaggiera bianca e nera
non è già sotto la gronda,
e chi ha freddo si nasconda:
non è ancora primavera ».
Chiotto chiotto le risponde un passerotto:
«Tu sei saggia e veritiera!
Marzo è bello,
ma coi guanti e con l'ombrello,
col soprabito e il cappello,
poiché porta il vento e il fiore,
e la pioggia e il raffreddore ».




Marzo -S. Di Giacomo

Marzo: nu poco chiove
E n'ato ppoco stracqua;
Torna a chiòvere, schiove,
Ride 'o sole cu ll'acqua.
Mo nu cielo celeste,
Mo n'aria cupa e nera;
Mo d'o vierno 'e tempeste,
Mo n'aria 'e primmavera.
N'auciello freddigliuso
Aspetta ch'esce 'o sole:
Ncopp'o tturreno nfuso
Suspireno 'e vviole...



Gioia di marzo - R: Pezzani

Fresca gioia, l'erba nasce
così lustra e cosi breve
dove il sol ruppe la neve
e l'agnello se ne pasce.
Anche l'acqua ch'era ghiaccio
s'incammina dentro il fosso
con un po' di cielo in dosso,
mormorando: -Se ti piaccio,
vieni a bermi cosi pura
pria che tocchi la pianura.
L'alberello di cotogno
apre gli occhi e guarda il mondo
e nel rivo vispo e fondo
getta l'ultimo suo sogno;
poi, toccato dal Signore,
sui rametti più lontani,
come dentro esili mani,
posa un candido suo fiore
cosi allegro che la gente
dentro l'anima lo sente.



La siepe s'è desta - A. De Musset

Nei boschi, da sera a mattina,
si schiudono fresche sorprese:
leggero sui prati cammina
Marzo, incantevole mese.
È già non più sonnolento
il rio, né risuona si dura
la terra: nel tiepido vento
già verzica la verzura.
Ancora non c'è l'usignolo
ricolmo di note e di trilli,
ma lungo le prode e nel brolo
già fremono e ciarlano i grilli.
E, guarda, la siepe s'è desta
coperta di fiori, odorosa:
il pesco s'ammanta di festa
schiudendo i suoi petali rosa.
C'è pioggia, c'è vento, c'è sole:
è marzo, ogni cosa ha un incanto;
è marzo, che piange e non vuole,
che mostra il sorriso tra il pianto.


Rugiada - C. Jacobelli

Soltanto un ciuffo d'erba
e gocciole tremanti
posate sulla pianta:
un velo di rugiada.
Ma tremuli diamanti
su dei fili di giada


A. Silvio Novaro -Che dice la pioggerellina di marzo?

Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell'orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d'oro?
Passata è l'uggiosa invernata,
passata, passata!
Di fuor dalla nuvola nera,
di fuor dalla nuvola bigia
che in cielo si pigia
domani uscirà Primavera
guernita di gemme e di gale,
di lucido sole,
di fresche viole,
di primule rosse, di battiti d'aie,
di nidi,
di gridi
di rondini, ed anche
di stelle di mandorlo, bianche... -
Ciò dice la pioggerellina
di marzo che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell'orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d'oro.
Ciò canta, ciò dice;
e il cuor che l'ascolta è felice.



R. Calleri -Vento di marzo

C'è un signore che va a spasso
con la mazza e l'occhialino,
lo accompagna passo passo
Marzo allegro e birichino;
e ad un tratto (oh, che monello!)
manda in aria il suo cappello.
Sciorinato li sull'aia
vede un candido bucato;
lo contempla la massaia
con lo sguardo pia beato,
ma di Marzo il venticello
le fa un tiro da monello.
l ragazzi, sulla piazza
stan giocando in lieti crocchi,
ad un tratto, infuria; impazza;
han la polvere negli occhi:
cos'è stato? È sempre quello,
è di Marzo il venticello.
Poveretta quella donna!
non sa dove riparare:
poveretta! La sua gonna
è una vela in alto mare
e, di Marzo, il venticello
pia che mai fa il pazzerello.
Raggi d'oro e nuvolette
cielo azzurro a pecorine,
pruni in fiore, nuove erbette,
bucanevi e pratoline;
sole, pioggia e venticello:
ecco Marzo pazzerello.






Renzo Pezzani -GIORNO DI MARZO


Buona gente! Buona gente!
aprite gli usci e le porte...
Le cose non eran morte,
dormivano solamente.
Il vento della foresta,
giovane lupo si desta.
Fiuta ceppi, rapisce odori,
scopre monti, lustra colori.
Guizza il pesce nel torrente:
buona gente! buona gente!
Il sole di marzo attese,
nel prato che tocca il paese,
uscire i bimbi da scuola...
M a ora il tuono si sente
nell'aria che sa di viola...
Dolce la pioggia consola
la sete dell'erba innocente.
E mai più bel ciel si vide:
un poco piange un poco ride;
, ride e piange per niente,
buona gente ! buona gente !
Aprite le case e lasciate
che un nuovo fiato le frughi.
Sciogliete il bucato: lo gonfi
il vento: il sole lo asciughi.
Aprite dei fiori la serra.
Risuonino i gravi tonfi
del ferro che frange la terra...
Aiutate la semente,
buona gente ! buona gente !




MARZO, TI VOGLIO BENE

Marzo, ti voglio bene.
E sai perchè?
Perchè sei birichino
e, quasi quasi, rassomigli a me.
Anche tu fai capricci:
vieni col sole,
con le primule belle
e le odorose viole.
Poi, ti rabbui, Marzo,
e in un momento
tu butti giù dal cielo
e neve e pioggia e vento...
Ma io ti voglio bene,
perchè, fra un raggio d'oro
e una nuvola nera,
tu porti Primavera.

Incerto l'autore o di Hedda o di Romei Correggi



M. Sallucci -Letterina

Caro marzo ci hanno detto che sei pazzo,
ed è proprio vero! Perchè ci hai mandato
ancora tanto, tanto freddo? Non ti eri accorto
che i mandorli erano già fioriti, che il bosco
cominciava a svegliarsi, che noi bimbi
avevamo tanta voglia di uscire all'aperto
a giocare?




Sapienza popolare

Gelo
marzolino
rattrista
il contadino.

Quando canta il merlo
siamo fuori dall'inverno.

Marzo sbirro
e banderuola
prende il verno
per la gola.

Marzo molle,
gran per tre zolle.
Marzo asciutto
gran da per tutto.


E. P. Gorini -MARZO

Marzo, che bel mantello
ricamato di sole,
ornato di viole,
di lucidi ghiaccioli
Marzo, che bel castello
di petali, di gemme l
E marzo, ridarello,
i primi fiori getta
sopra i gelidi broli,
sul mandorlo e sul pesco,
e poi, quasi pentito,
solleva un vento fresco
e gli adornati rami
spoglia dei bei ricami.
Poi se ne pente ancora
e lancia, d'ora in ora,
gemmule e verdi fronde
sopra spinosi tralci
ricurvi come falci.
Ammassa nubi in cielo,
e stende sulla terra,
di fitta pioggia un velo.
Poi, dal cestello, prende
manciate di ghiaccioli
e il primo verde copre
col bianco della brina
che riscintilla al sole
della chiara mattina.


Proverbio del mese

Per San Benedetto
la rondine sotto il tetto.
Per l'Annunziata è finita l'invernata.
Se Marzo non marzeggia,
Aprile non verdeggia.



Di P. Ruocco -Marzo


Ecco Marzo, il terzo mese,
che, scrollando i folli ricci,
un pò matto e un pò cortese
fa le smorfie ed i capricci.
Tutto nervi e argento vivo,
muta umore ogni momento
ed annunzia il proprio arrivo
con la grandine e col vento.
Fischia e morde, piange e ride,
ed ingemma il colle e il prato
mentre,ancora, il vento stride..
Ma l'inverno è terminato,
Quanta luce nel creato,
dopo i tuoni e la bufera!
marzo è il paggio scapigliato
della dolce primavera


A Beltramelli -Marzo bello

Piove ancora e ride il sole,
la massaia fa il bucato
sulla riva di un ruscello.
Oh bel Marzo, marzicello!
Ti salutan le viole
che si veston modeste
e stan sempre sole sole.
Marzo bello!
Già in un campo, un contadino,
per noi canta uno stornello,
è fiorito il biancospino
che fa siepe a un campicello.


A Cuman Pertile -Marzo

O marzo, che i petali rosa
dei fiori di pesco colori,
o marzo, che a volte disserri
i primi soavi tepori,
e a volte ventoso e gelato
tormenti le erbette del prato;
O marzo non fare il cattivo,
non rompere i rami' fioriti,
i rami dei peri e dei meli,
che poi daran frutti squisiti!
E vi pianteranno i bambini
il morso dei bianchi dentini.

mercoledì 18 marzo 2009

Gianni Rodari e la primavera





FILASTROCCA MARZOLINA

Filastrocca di primavera,
come tarda a venire la sera.

L'hanno vista ferma in un prato
dove il verde è rispuntato,
un profumo di viole in fiore
l'ha trattenuta un paio d'ore,
ha perso tempo lungo la via
presso un cespuglio di gaggia,
due bimbi con un tamburo di latta
hanno incantato la sera distratta.

Adesso è tardi, lo so bene:
ma però la sera non viene

Da"Prime fiabe e filastrocche" - Einaudi Ragazzi




Rondine
Rondini fortunate,
ha due sole stagioni
il vostro calendario:
primavera ed estate...
Coi primi freddi, via,
di la' dal mare in cerca
di un'altra primavera:
l'inverno, non sapete che sia
Figlie privilegiate
della natura
ve ne state tutto l'anno
in villeggiatura.
("Le rondini e gli alberi")




I RANOCCHI di Villa Sciarra
A Villa Sciarra c'e' un laghetto
ci stanno due rane e un ranocchietto
su una foglia -e ancora ne avanza-
ci fanno cucina, salotto e stanza.
Non pagano affitto ne' caparra,
beati i ranocchi di Villa Sciarra!
(Da:"Filastrocche per giocare")




Primavera
Conosco una citta'
dove la primavera
arriva e se ne va
senza trovare un albero
da rinverdire,
un ramo da far fiorire
di rosa o di lillà.

Per quelle strade murate
come prigioni
la poveretta s'aggira
con le migliori intenzioni:
appende un po' di verde
ai fili del tram, ai lampioni,
sparge dei fiori
davanti ai portoni
(e dopo un momentino
se li prende un netturbino...).

Altro da fare
non le rimane,
per settimane e settimane,
che dirigere il traffico
delle rondini, in alto,
dove la gente
non le vede e non le sente

Di verde in quella citta'
(dirvi il suo nome non posso)
ci sono soltanto i semafori
quando non segnano rosso.
(Da: "Filastrocche lunghe e corte")





lunedì 9 marzo 2009

CENTENARIO DI UN MOVIMENTO LETTERARIO, ILFUTURISMO





Manifesto del futurismo

Sulla scia del ricorrente centenario del movimento futurista ho letto il
Manifesto del futurismo Pubblicato sul giornale francese "Le Figarò" il 20 Febbraio 1909.

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Un secolo fa :per quanto la spinta verso un'azione sul mondo possa ritenerla positiva...mi sembra eccessivo il finale che inneggia all'origine dei mali del nostro tempo!Non ho dimenticato la recente azione contro la fontana di trevi, per questo preferisco che l'azione si manifesti con la poesia, che viene ascoltata e sentita maggiormente a mio modesto parere.Vorrei sentir parlare di pace.

La fontana malata -Aldo Palazzeschi

Clof, clop, cloch,

cloffete,cloppete,

clocchette,chchch....

E' giu',nel cortile,

la povera fontana malata;

che spasimo!sentirlatossire.

Tossisce,tossisce,un poco si tace....

di nuovo tossisce.

Mia povera fontana,il male che hai

il cuore mi preme.

Si tace,non getta piu' nulla.

Si tace,non s'ode romore di sorta

che forse...che forse sia morta?

Orrore Ah! no.Rieccola,

ancoratossisce,

Clof, clop, cloch,

cloffete,cloppete,

clocchette,chchch....

La tisi l' uccide.

Dio santo,quel suo eterno tossire

mi fa morire,un poco va bene,

ma tanto....Che lagno!

Ma Habel!Vittoria!

Andate,correte,chiudete la fonte,

mi uccide quel suo eterno tossire!

Andate,mettete qualcosa per farla

finire,magari...magari morire.

Madonna!Gesù!Non più!Non più.

Mia povera fontana,col male che hai,finisci vedrai,

che uccidi me pure.

Clof, clop, cloch,

cloffete,cloppete,

clocchette,chchch....

domenica 8 marzo 2009

Poesie per la donna








FESTA DELLA DONNA- Concetta Antonelli
Donna, rosa screziata
profumo d'antico
nell'incedere danzante alla fontana
cercine in testa e aria da regina
vesti nere del Sud
e sapore di pianti solo
tra i muri di casa
O camice azzurro d'operaia
odore di grasso in macchinari
mani ruvide
e, alla domenica, voglia di ballare
e far l'amore
Donna, tra figli, tenero bocciolo
latte di miele e sangue
braccia aperte
per tutta la vita
Donna avvilita, stanca, violata
in nome d'un padrone antico
Fulgida femminilità radiosa emana
la figura della tua compagna uomo.









Scrivo a te donna -Salvatore Fiume

Ogni mattina, dopo il segno della croce,
scriverti
è come recitare una preghiera.
Non si può far di peggio,
ma io so fare di meglio.
Ora che non ti vedo,
di buon mattino,
mentre tutti dormono,
prendo la penna, come un ladro prenderebbe
la chiave di un forziere,
e con la penna
rubo la vita che non mi appartiene
e scavo un camminamento
per raggiungere te che, contro ogni legge,
considero mia.





Un sorriso -Gino Mazzella
Un sorriso non costa niente e produce molto arricchisce chi lo riceve,
senza impoverire chi lo da.
Dura un solo istante,
ma talvolta il suo ricordo è eterno.
Nessuno è così ricco da poter farne a meno,
nessuno è abbastanza povero da non meritarlo.
Crea la felicità in casa,
è il segno tangibile dell'amicizia,
un sorriso da riposo a chi è stanco,
rende coraggio ai più scoraggiati,
non può essere comprato, ne prestato, ne rubato,
perché è qualcosa di valore solo nel momento in cui viene dato.
E se qualche volta incontrate qualcuno
che non sa più sorridere,
siate generoso,dategli il vostro,
perché nessuno ha mai bisogno di un sorriso
quanto colui che non può regalarne ad altri.




Canzone d’amore">Canzone d’amore -Hermann Hesse





Per dire cos’ hai fatto di me, non ho parole.




cerco solo la notte fuggo davanti al sole.




La notte mi par d’oro più di ogni sole al mondo,



sogno allora una bella donna dal capo biondo.



Sogno le dolci cose, che il tuo sguardo annunciava,



remoto paradiso di canti risuonava.



Guarda a lungo la notte e una nube veloce-



per dire cos’ hai fatto di me, non ho la voce.


Io pronuncio il tuo nome -Federico García Lorca
Io pronuncio il tuo nome
nelle notti oscure,
quando giungono gli astri
a bere nella luna,
e dormono i rami
delle fronde occulte.
Ed io mi sento vuoto
di passione e di musica.
Folle orologio che canta
antiche ore defunte.

Io pronuncio il tuo nome
in questa notte oscura,
e il tuo nome mi suona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della mite pioggia.

Ti amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha commesso il mio cuore?
Se la nebbia si scioglie
quale nuova passione mi aspetta?
Sarà tranquilla e pura?
Se potessi sfogliare
con le dita la luna!!

sabato 7 marzo 2009

Primavera in anticipo - Laura Pausini




Per scontato non do
niente di quel che ho
neanche un minimo brivido, ora no
It’s the air that i breathe
It’s my fall at your feet
I sing when you are gone
Confesso sei la causa mia primaria
adesso in me
di tutto il buono che c’è
Ahahah lo sosei la primavera in anticipo
Ahahah la prova che dimostra
quale effetto hai su di me
perchè
All my hopes and my fears
my hopes and fears
in this momenti are clear
you are the one
my moon my star my sun
per questo nei polmoni cambia l’aria
del resto sei
sei tutto il buono che c’è
Ahahah lo so
ahahah l’esempio che
dimostra quanto effetto hai su me
Fiori che nascono dai rovi
qui fuori cicatrizzano gli errori miei
sei tu senz’alcun dubbio
l’artefice di questa primavera
che c’è, in me, in me
qui fuori
nell’autoscatto di noi