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mercoledì 4 marzo 2009

Mimose


Filastrocca della mimosa
Io per prima fiorisco
di marzotutta gialla,
dell’oro ho lo sfarzo,
alle donne mi lasciano in dono
di una festa il simbolo io sono.
Giovanette, bambine o signore
tutte liete son del mio fiore!


Filastrocca del colore dei fiori
Quanti fiori coloratinei giardini,
in mezzo ai prati!
Fiordaliso è tutto blu,
io gli parlo a tu per tu.
C’è la rosa tutta gialla,
ci si posa una farfalla
e la stella vellutata
stella alpina vien chiamata.
E la fucsia come è bella!
Ci va su la coccinella.
Fior d’arancio profumati
sembran quasi un po’ fatati.
E le primule gialline
sembran tante sorelline.
Spumeggiante è la mimosa
che fa fiori e fiori a iosa.
Tulipano è tutto bianco,
di guardarlo non mi stanco.
Campanella è di un azzurro
che fa dire in un sussurro:
“Certo quest’arcobaleno
porta al mondo un po’ il sereno.
Dalla mano di un pittore
sembra uscito ogni bel fiore!”
Gabriella Poggi

martedì 24 febbraio 2009

PRELUDIO ALLA PRIMAVERA



MA QUANDO NE SENTIREMO FINALMENTE IL TEPORE?A MARZO?
SECONDO ALCUNI DETTI POPOLARI:
Per San Benedetto la rondine sotto il tetto.
Per l'Annunziata è finita l'invernata.
Se Marzo non marzeggia, Aprile non verdeggia.
Gelo marzolino rattrista il contadino.
Quando canta il merlo siamo fuori dall'inverno.
Marzo sbirro e banderuola prende il verno per la gola.
Marzo molle,gran per tre zolle.
Marzo asciutto gran da per tutto.

T. Stagni-Mese di Marzo
E' chiamato il mese pazzerello,
ma che cosa deve fare,
messo così a cavalcioni
dell'inverno e della primavera?
Or dà retta all'uno, or all'altra.
Se è l'inverno che comanda,
marzo manda giù pioggia
e scatena il vento che sfoglia
i fiori e strappa i ramoscelli
pieni di gemme;
ma se la primavera vince,
ecco che le piante fioriscono,
ecco l'aria tiepida che
allieta gli uomini e gli animali.



R. Pezzani-Gioia di marzo
Fresca gioia, l'erba nasce
così lustra e cosi breve
dove il sol ruppe la neve
e l'agnello se ne pasce.
Anche l'acqua ch'era ghiaccio
s'incammina dentro il fosso
con un po' di cielo in dosso,
mormorando: -Se ti piaccio,
vieni a bermi cosi pura
pria che tocchi la pianura.
L'alberello di cotogno
apre gli occhi e guarda il mondo
e nel rivo vispo e fondo
getta l'ultimo suo sogno;
poi, toccato dal Signore,
sui rametti più lontani,
come dentro esili mani,
posa un candido suo fiore
cosi allegro che la gente
dentro l'anima lo sente.

R. Pezzani -GIORNO DI MARZO
Buona gente! Buona gente!
aprite gli usci e le porte...
Le cose non eran morte,
dormivano solamente.
Il vento della foresta,
giovane lupo si desta.
Fiuta ceppi, rapisce odori,
scopre monti, lustra colori.
Guizza il pesce nel torrente:
buona gente! buona gente!
Il sole di marzo attese,
nel prato che tocca il paese,
uscire i bimbi da scuola...
Ma ora il tuono si sente
nell'aria che sa di viola...
Dolce la pioggia consola
la sete dell'erba innocente.
E mai più bel ciel si vide:
un poco piange un poco ride;
ride e piange per niente,
buona gente ! buona gente !
Aprite le case e lasciate
che un nuovo fiato le frughi.
Sciogliete il bucato: lo gonfiil vento:
il sole lo asciughi.
Aprite dei fiori la serra.
Risuonino i gravi tonfi
del ferro che frange la terra...
Aiutate la semente,
buona gente ! buona gente !


P. Ruocco-Marzo
Ecco Marzo, il terzo mese,
che, scrollando i folli ricci,
un pò matto e un pò cortese
fa le smorfie ed i capricci.
Tutto nervi e argento vivo,
muta umore ogni momento
ed annunzia il proprio arrivo
con la grandine e col vento.
Fischia e morde, piange e ride,
ed ingemma il colle e il prato
mentre,ancora, il vento stride..
Ma l'inverno è terminato.
Quanta luce nel creato,
dopo i tuoni e la bufera!
marzo è il paggio scapigliato
della dolce primavera.



MARZO,TI VOGLIO BENE
Marzo, ti voglio bene.E sai perchè?
Perchè sei birichino
e, quasi quasi, rassomigli a me.
Anche tu fai capricci:vieni col sole,
con le primule belle
e le odorose viole.
Poi, ti rabbui, Marzo,e in un momento
tu butti giù dal cielo
e neve e pioggia e vento...
Ma io ti voglio bene,perchè, fra un raggio d'oro
e una nuvola nera,tu porti Primavera.

mercoledì 18 febbraio 2009

Un vento più gelido




La Canzone Del Bambino Nel Vento (Auschwitz) :
(feat. I Nomadi)(F. Guccini)

Son morto con altri cento, son morto ch' ero bambino,
passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento....

Ad Auschwitz c'era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d' inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento...

Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento...

Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento...

Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento...

Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà...

Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà..
[ La Canzone Del Bambino Nel Vento (Auschwitz) Lyrics on http://www.lyricsmania.com/ ]


Il vento in cui si iimedesima Guccini è molto più atroce di quello meteorologico,
speriamo tutti che "il vento si poserà".

Il gelo ispiratore

Il vento
E' beffardo e curioso
va sui monti e sul mare
è svelto e generoso
nulla lo può fermare.
S'insinua dappertutto
vola insieme agli uccelli
riesce a sapere tutto
e scompiglia i capelli.
E' libero e sorride
entra in ogni avventura
compie mille magie
non ha alcuna paura.
Fa parlare le foglie
porta voci e canzoni
non si cura del tempo
ed è senza padrone.


Garibaldo Alessandrini
Invocazione di un bambino al sole
Perché, bel sole,nascondi il tuo viso?
Ne soffron le nubi
e han le ciglia
che grondano pianto.
A tratti per giuoco
ne fori qualcuna
e fai sberleffi dal vano,
poi ricuci lo strappo
facendo appena cucù
da fessure sottili sottili.
Che t'ha fatto la terra,
di',perché giuochi
a nasconderti cosi!
Senti il fiume come piange
e ha l'acque tanto smorte
che sembrano appassite.
Le piante grandi son tanto affiochite
che non hanno più '
un briciol di voce.
E i fiori...
Guarda fra l'erbe acciocchite
le piccole margherite!
Son pallide pallide
e chinano il capo e boccheggiano
come bambini affamati
che non abbian da poppare.
Persino gli uccelletti
hanno il canto svanito.
Vieni, bel sole, che aspetti?
Vieni a far rider le acque,
vieni a pascere i fiori
a riaprir le gole agli uccelli,
e spingi un poco
di vento dal mare
che asciughi il pianto alle nubi,
rianimi l'erbe
e aiuti le foglie a cantare.



Diego Valeri -Sgelo
Case nel sole:una striscia di giallo,
di scialbo giallo, su prati innevati.
Alberi, dietro: alti pioppi sfumati
dentro un sottile pulviscolo d'oro.
Lucide chiazze di cupo viola
sui tetti bianchi: la neve si sfa.
Finestre aperte; bucato a festoni;
donne affacciate. E l'inverno che va.



Puch- La brina
La nebbia del mattino
s'impiglia come un velo
tra i rami del giardino,
scintillanti di gelo:
è la brina, la lieve
sorella della neve.
Ella tesse ricami
minuti, di perline
bianche, su tutti i rami,
l'erbe, le foglioline;
fa un candido contorno
ad ogni cosa intorno.
Ieri non c'era niente:
in una notte il vago
lavoro diligente,
fu fatto a punta d'ago.
Come è svelta e felice
questa ricamatrice!




Giuseppe Porto
Il grande inverno
Tutta bianca è la terra:
una immensa lastra di ghiaccio
la ricopre e l'afferra
ovunque, in un orte abbraccio.
Anche tra i cespugli ed i rami
la neve ha colmato i nidi;
e spegne con le gelide mani
voci e rumori, richiami e gridi.
Gli uccelli, dove si sono raccolti?
nessuno più li ha veduti:
i tetti sono sepolti
sotto la frana caduta
lentamente dal cielo.
Le piante sono rimaste stecchite
in mezzo a un rigido velo
di freddo; le gemme colpite
dal freddo s'ammalano, livide
dentro il cuore tenero e folto:
... strade e sentieri
sono scomparsi; i paesi
sono rimasti prigionieri
lassù, sopra i colli indifesi
dalle tormente, tagliati dal mondo
...sommersi...
Sulla neve già alta che appende
frange ai tetti,
su tutto riprende
pian piano a nevicare.

sabato 14 febbraio 2009

San Valentino


Amore non è guardarsi a vicenda,
è guardare insieme nella stessa direzione.
Antoine De Saint-Exupéry